L’”effetto Timberland” del marketing
Scrivo spesso del cambiamento nel marketing, dall’outbound all’inbound.
È sempre più difficile telefonare in azienda e avere un appuntamento, anche dopo aver inviato un’e-mail di presentazione, magari allegando un pdf illustrativo ben costruito, sul quale si è lavorato sodo,e confezionato con copy accattivante e chiaramente illustrato. La segreteria di turno risponde innalzando immediatamente una barriera senza nemmeno voler sapere di che cosa si sta parlando. E allora questi nuovi sistemi supportati dall’evoluzione di Intenet si devono necessariamente accostare al marketing più tradizionale, sia perché portano business e soprattutto perché costano poco.
Quando parlo con i clienti sull’evoluzione del marketing, faccio sempre l’esempio delle Timberland. Ricordate le scarpe dei “paninari”? Quelle che se andavi negli USA dovevi rientrare con almeno 50 paia da distribuire a tutti gli amici e parenti? Perché lì costavano meno e in Italia non si trovavano. Ora si trovano facilmente anche da noi, al supermercato. La stessa cosa sta accadendo per il marketing: fra poco anche in Italia sperimenteremo le stesse situazioni di mercato che sono già presenti adesso negli “States”.
Purtroppo in Italia molti imprenditori in tutti i settori, viticoltori compresi (e la produzione e la commercializzazione del vino negli USA sono ad uno stato molto evoluto), non conoscono queste opportunità, sono poco interessati ad informarsi e soprattutto non capiscono che i nuovi metodi richiedono un cambiamento della comunicazione con i cosiddetti “leads”.
Considerano ancora “commercio elettronico” l’aver un sito di e-commerce con grafica accattivante e non sanno affatto quali sono le azioni da implementare per vendere di più online. Pochi si stanno organizzando e ancora meno investono nella novità, l’inbound marketing, che sta proseguendo la sua evoluzione inarrestabile trainata dall’evoluzione delle tecnologie “Internet-based”.
Riporto di seguito alcuni dati che possono far riflettere su ciò che accade oltre oceano, per dare una dimensione dell’evoluzione nell’utilizzo della tecnologia e della comunicazione digitale e di come presumibilmente cambierà anche in Italia il mondo della commercializzazione dei prodotti. L’effetto Timberland, appunto.
- Il 79% degli adulti americani utilizzano Internet. FONTE: PEW INTERNET & AMERICAN LIFE PROJECT, maggio 2010
- Il 78% degli utenti Internet conduce una ricerca online dii prodotti. Fonte: PEW INTERNET & AMERICAN LIFE PROJECT, maggio 2010
- 10,3 miliardi di ricerche vengono effettuate ogni mese su Google. Fonte: COMSCORE, agosto 2010
- La media degli utenti Internet statunitensi visita 2.750 pagine web ogni mese. Fonte: The Nielsen Company, gennaio 2011
- 1/3 dei consumatori statunitensi trascorrono tre o più ore online ogni giorno. Fonte: THE MEDIA AUDIT, ottobre 2010
- Il 24% degli adulti postano commenti e recensioni online sulle cose che hanno comprato. Fonte: ONLINE PRODUCT RESEARCH, 29 set 2010
- Nel 2010, ogni mese 9 su 10 utenti di Internet hanno visitato un sito di social networking. Fonte: COMSCORE, febbraio 2011
- 1 ogni 8 minuti online è speso su Facebook. Fonte: COMSCORE, febbraio 2011
- La base di utenti attivi di Twitter genera 90 milioni di tweets al giorno. Fonte: RJMETRICS, gennaio 2010
- Più della metà di tutti gli utenti Internet leggono almeno un blog ogni mese. Fonte: EMARKETER, agosto 2010
- Gli utenti di Internet statunitensi impiegano il loro tempo online 3 volte di più sui blog e sui social network che sulle e-mail. FONTE: The Nielsen Company, Novembre 2010
- Il 40% della base utenti di Facebook è di età superiore a 35 anni. Fonte: ISTRATEGY LABS, gennaio 2010
- Il 64% degli utenti di Facebook sono diventati “fan” di almeno una società. Fonte: EXACTTARGET, 2011
- L’utilizzo della posta elettronica è in declino. Fonte: COMSCORE, dicembre 2010
- Il 70% dei link cliccati dagli utenti durante una ricerca sono organici, (non sono annunci a pagamento). Fonte: SHERPA MARKETING, febbraio 2007
- Il 78% dei “businessmen” usa il telefono cellulare per controllare la posta. FONTE: AT&T, marzo 2011
- Il 40% dei possessori di smartphone degli Stati Uniti confronta i prezzi di mercato sul proprio dispositivo mobile quando stanno acquistando in negozio. Fonte: COMSCORE, gennaio 2011
- 1 su 5 adulti statunitensi che possiedono un telefono cellulare hanno utilizzato il loro dispositivo per effettuare un acquisto nel mese precedente. Fonte: MOBILE MARKETING ASSOCIATION & LUTH RESEARCH, maggio 2010
- Il 40% delle famiglie statunitensi hanno un DVR, registratore digitale per video. Fonte: LEICHTMAN RESEARCH GROUP, INC., settembre, 2010
- 200 milioni di americani si sono registrati presso la Federal Trade Commission “Do Not Call” per non essere contattati per pubblicità. Fonte: FTC, luglio 2010
- Nel 2009 si è registrato un calo del 46% nella spesa in fiere itineranti ad argomento tecnico. Fonte: TRADESHOW EXHIBITORS ASSOCIATION, marzo 2009
- Il 91% degli utenti di posta elettronica si sono cancellati dalla newsletter di almeno un’azienda alla quale avevano dato il loro consenso “opt-in” per essere contattati. Fonte: EXACTTARGET, 2011
- L’84% delle persone tra i 25 e i 34 anni hanno eliminato dalle loro preferenze un sito Web a causa di pubblicità invadenti o irrilevanti. Fonte: HOWTO.TV, aprile 2008